NUOVE TRIBU’
Ripensare la comunità attraverso la creazione collettiva
Il futuro potrebbe appartenere ai collettivi.
In tutto il programma di Wonderland Festival 2026, molti artisti mettono in discussione l’idea dell’autore isolato e scelgono invece di costruire comunità temporanee, spazi condivisi di ricerca, confronto e immaginazione.
I progetti di LabPerm, Temporary Collective, Image Collective, Mezzopalco / Usine Baug e Transatlantic esplorano la collaborazione non soltanto come metodo artistico, ma come una vera e propria proposta politica e culturale.
Le loro pratiche pongono domande fondamentali. Che cosa accade quando l’autorialità diventa condivisa? Che cosa accade quando gli spettatori smettono di essere semplici osservatori e diventano partecipanti? Che cosa accade quando l’opera d’arte si trasforma in una società temporanea?
In un mondo sempre più frammentato dagli algoritmi, dalla competizione e dall’individualismo, questi artisti immaginano qualcosa di radicalmente diverso: l’appartenenza. Le loro opere non mettono al centro il singolo individuo, ma le relazioni che si costruiscono tra le persone. Il processo creativo diventa uno spazio di ascolto, negoziazione e collaborazione. La comunità non è più soltanto il pubblico che assiste, ma parte integrante dell’esperienza artistica. E forse è proprio qui che il teatro e la performance possono diventare particolarmente potenti: nel creare, anche solo per la durata di uno spettacolo, una piccola società alternativa. Un luogo nel quale le persone condividono lo stesso tempo, lo stesso spazio e una responsabilità comune verso ciò che sta accadendo. Una comunità che nasce, si modifica e infine si scioglie, lasciando però una traccia nell’esperienza di chi ne ha fatto parte.
Wonderland Festival diventa così un laboratorio aperto in cui sperimentare nuove forme di vita collettiva. In un’epoca caratterizzata dalla solitudine e dalla polarizzazione, queste pratiche artistiche ci ricordano che immaginare insieme è già una forma di trasformazione.