CORPI FRAGILI
Il corpo come memoria, resistenza e trasformazione
Quando le istituzioni vacillano, il corpo diventa un archivio. Uno dei fili più intensi che attraversano Wonderland Festival 2026 è l’esplorazione della vulnerabilità attraverso la presenza. Artiste e artisti come Muna Mussie, Marina Minetti, Solène Weinachter, Camilla Corridori, Lupa Maimone, Alessandra Bortolato indagano cosa significhi oggi abitare un corpo. Le loro pratiche artistiche attraversano temi come la migrazione, la memoria, il genere, l’identità, l’intimità e la sopravvivenza emotiva. In un’epoca segnata dall’instabilità e dall’incertezza, il corpo diventa il luogo in cui le grandi trasformazioni collettive si manifestano in modo più evidente. È qui che si depositano le ferite della storia, le tensioni sociali, le aspettative culturali e le paure del presente. Le opere presentate al festival non cercano di offrire certezze. Al contrario, scelgono di esporsi. Non celebrano la forza, ma la sensibilità. Non esibiscono il controllo, ma accolgono la fragilità come condizione profondamente umana. Attraverso il movimento, la voce, la memoria personale e la relazione con l’altro, questi artisti trasformano la vulnerabilità in uno strumento di conoscenza. In una cultura sempre più ossessionata dalla performance, dall’efficienza e dall’ottimizzazione di sé, la fragilità diventa un gesto radicale.
Diventa la possibilità di rallentare.
Di ascoltare.
Di riconoscere la complessità che abita ciascuno di noi.
Wonderland Festival ci ricorda che il corpo non è semplicemente il luogo in cui viviamo. È il luogo in cui vive la storia. È il luogo in cui si intrecciano memoria individuale e memoria collettiva. È il luogo in cui il cambiamento prende forma prima ancora di trovare le parole per raccontarsi. Attraverso queste opere il festival ci invita a guardare il corpo non come un limite, ma come uno spazio di trasformazione, resistenza e immaginazione.