Death Cafè (a)live è uno straordinario monologo, scritto e interpretato da Marina Minetti – personaggio collettivo “mainstream” e famosa conduttrice radiofonica – che nasce per cercare di rompere i filtri del politicamente corretto, attraverso la voce della radio, per parlare dell’unico argomento che, volenti o nolenti, accomuna ogni essere umano. Ispirato al podcast di successo, lo spettacolo si muove con grandissima agilità tra il teatro di narrazione e la stand-up comedy, trasformando la sala in uno spazio di condivisione unico. La protagonista sul palcoscenico abbatte la quarta parete, coinvolgendo direttamente le persone in sala e riproducendo l’esperienza dei veri “Death Cafè”, luoghi d’incontro nati per dialogare liberamente, confrontarsi e superare insieme l’ansia della fine. Attraverso domande inedite, aneddoti spiazzanti e citazioni filosofiche, la performance restituisce alla parola “morte” un vocabolario positivo, naturale e quasi liberatorio.
Uno spettacolo straordinariamente intelligente, che ci fa riflettere insieme su come essere fragili può diventare il punto di partenza per un viaggio collettivo, affrontato con estrema autenticità e un’irresistibile dose di umorismo.
*Questo spettacolo fa parte del ciclo “La Misura del Tempo”, un carnet abbonamento che comprendente 5 spettacoli selezionati per affrontare, esorcizzare e superare insieme l’ansia della fine. Perché, spoiler, alla fine si muore… ma nel frattempo possiamo riderne a teatro.
Death Cafè (a)live è uno straordinario monologo, scritto e interpretato da Marina Minetti – personaggio collettivo “mainstream” e famosa conduttrice radiofonica – che nasce per cercare di rompere i filtri del politicamente corretto, attraverso la voce della radio, per parlare dell’unico argomento che, volenti o nolenti, accomuna ogni essere umano. Ispirato al podcast di successo, lo spettacolo si muove con grandissima agilità tra il teatro di narrazione e la stand-up comedy, trasformando la sala in uno spazio di condivisione unico. La protagonista sul palcoscenico abbatte la quarta parete, coinvolgendo direttamente le persone in sala e riproducendo l’esperienza dei veri “Death Cafè”, luoghi d’incontro nati per dialogare liberamente, confrontarsi e superare insieme l’ansia della fine. Attraverso domande inedite, aneddoti spiazzanti e citazioni filosofiche, la performance restituisce alla parola “morte” un vocabolario positivo, naturale e quasi liberatorio.
Uno spettacolo straordinariamente intelligente, che ci fa riflettere insieme su come essere fragili può diventare il punto di partenza per un viaggio collettivo, affrontato con estrema autenticità e un’irresistibile dose di umorismo.
*Questo spettacolo fa parte del ciclo “La Misura del Tempo”, un carnet abbonamento che comprendente 5 spettacoli selezionati per affrontare, esorcizzare e superare insieme l’ansia della fine. Perché, spoiler, alla fine si muore… ma nel frattempo possiamo riderne a teatro.







Crediti e sostegni:
Di e con Marina Minetti
con la collaborazione di: Emanuele Conte e Luigi Ferrando
Regia: Emanuele Conte e Luigi Ferrando
Produzione: Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse