Accolto da un grande successo di critica e di pubblico, L’ultimo metrò ha ottenuto dieci premi César, inclusi quelli per il miglior film, la regia e i due protagonisti, Catherine Deneuve e Gérard Depardieu. Dotato di un’impeccabile ricostruzione scenica, il film si avvale della suggestiva fotografia di Néstor Almendros e di una magnifica colonna sonora di Georges Delerue, oltre che di un eccezionale cast di attori. Pensato inizialmente come il secondo capitolo di un ideale trittico – dopo il precedente Effetto notte (1973) – sul mondo dello spettacolo, L’ultimo metrò non è soltanto un dramma storico su uno dei periodi più cupi mai attraversati dalla Francia, ma è soprattutto una celebrazione della magia del teatro e della dedizione delle persone che vi contribuiscono giorno per giorno con il proprio lavoro. Come in molti altri film di Truffaut, anche qui è il potere della fantasia e della creazione artistica (dei quali il teatro è appunto una delle massime espressioni) l’unica fonte di speranza – e di sopravvivenza – nei momenti di difficoltà; e non a caso è proprio su un palcoscenico, dopo la fine dell’occupazione, che avrà luogo l’epilogo della storia, con l’emblematica riunione fra Marion e i due uomini della sua vita.
Il titolo della pellicola si riferisce al passaggio dell’ultimo metrò della giornata, che in tempo di guerra segnava l’orario del coprifuoco.
Accolto da un grande successo di critica e di pubblico, L’ultimo metrò ha ottenuto dieci premi César, inclusi quelli per il miglior film, la regia e i due protagonisti, Catherine Deneuve e Gérard Depardieu. Dotato di un’impeccabile ricostruzione scenica, il film si avvale della suggestiva fotografia di Néstor Almendros e di una magnifica colonna sonora di Georges Delerue, oltre che di un eccezionale cast di attori. Pensato inizialmente come il secondo capitolo di un ideale trittico – dopo il precedente Effetto notte (1973) – sul mondo dello spettacolo, L’ultimo metrò non è soltanto un dramma storico su uno dei periodi più cupi mai attraversati dalla Francia, ma è soprattutto una celebrazione della magia del teatro e della dedizione delle persone che vi contribuiscono giorno per giorno con il proprio lavoro. Come in molti altri film di Truffaut, anche qui è il potere della fantasia e della creazione artistica (dei quali il teatro è appunto una delle massime espressioni) l’unica fonte di speranza – e di sopravvivenza – nei momenti di difficoltà; e non a caso è proprio su un palcoscenico, dopo la fine dell’occupazione, che avrà luogo l’epilogo della storia, con l’emblematica riunione fra Marion e i due uomini della sua vita.
Il titolo della pellicola si riferisce al passaggio dell’ultimo metrò della giornata, che in tempo di guerra segnava l’orario del coprifuoco.

CREDITI E SOSTEGNI:
A cura di Piccolo Cinema Paradiso
(Le dernier mètro, – 1980
Diretto da Francois Truffaut
Durata 128’