FIL ROUGE

SPEAK THE TRUTH!
Dì la verità!

Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre!” O. F.

Ehi, tu: hai coraggio? Hai veramente coraggio? Ti ricordi un momento in cui hai avuto coraggio?
Avere coraggio è nella natura umana perché l’uomo è per sua natura stessa portato a superare i propri limiti. Avere coraggio non è, quindi, un atto rivoluzionario. Sono le condizioni circostanti a rendere l’agire unico. Il coraggio è una qualità che accomuniamo spesso al concetto di eroismo, riferendoci ai gesti eccezionali di quanti mettono a repentaglio la propria vita per un bene superiore. Ma solo di rado il coraggio viene esaltato come una virtù da coltivare e mettere in pratica quotidianamente.
Guardiamoci intorno. Cerchiamo più libertà o più sicurezza?
Spesso ci viene consigliato di non rischiare, di non fare mosse azzardate, di rimanere in una posizione di comfort, non esporci, non parlare agli estranei, stare attenti alla polizia, restare al sicuro e non correre rischi non necessari, giocare in difesa, continuare un lavoro inappagante, una relazione inutile. Perfino il teatro, che ha sempre avuto il coraggio nei secoli di denunciare che il re è nudo, ha abbassato la guardia.
Da dove ripartire?
Ripartiamo dalla cura di se stessi, da un rapporto anche crudele con la verità attraverso la franchezza: con se stessi attraverso il pericolo, con gli altri attraverso la critica e con la legge morale attraverso la libertà e il dovere. “Per ricavare uno spazio di autonomia e governare se stessi dobbiamo trovare il coraggio e la determinazione di dire il vero, modi per dare dignità e coerenza alla propria esperienza, così da essere meglio attrezzati nell’attraversamento del deserto del presente” M. Foucault.
Il nostro Festival tenta di dire la verità. Non è semplice. Aiutaci!

Un artista che ha avuto sempre il coraggio di raccontare fuori da ogni stereotipo è César Brie, epigono di un teatro diretto, franco e leale che presenta un testo di cocente attualità Prima della bomba, cui fa copia il lavoro di CapoTrave che rappresenta una visione tutta italiana – inevitabilmente grottesca del terrorismo. Non è da meno il lavoro di Davide Carnevali che, drammaturgo dalla scrittura potente, presenta in anteprima assoluta una riflessione provocatoria sulla mistificazione degli attuali mezzi di comunicazione. E ancora la graffiante Marta Cuscunà che con il suo Sorry, Boys traccia un caustico panorama di un’America – ma potrebbe essere ovunque – in cui il sesso diventa arma contro un perbenismo asfissiante. E Giuliana Musso, ormai consacrata dal Premio Hystrio per la nuova drammaturgia 2017, che attraverso Mio Eroe una voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti – si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana.
DiscoveryLand ci presenta quest’anno un ricco panorama delle migliori compagnie italiane emergenti: InBalìa/Marco Cacciola, InBalìa/Michelangelo Dalisi, Image Collective, OHT, FRIGOPRODUZIONI, Compagnie MF, exvUoto teatro, Francesca Franzè e la compagnia D’Angelo/Martinovic.
Momento speciale per NdN che presenta, all’ottavo anno di vita, la sua seconda pubblicazione, nel corso di un incontro sulla nuova drammaturgia in Italia. A seguire lo spettacolo della Compagnia Angius/Festa – Opera sentimentale – che mette in scena il testo omonimo di Camilla Mattiuzzo, vincitrice dell’edizione 2016/17.
Per un’immersione totale ed unica, vi consigliamo due progetti speciali: 5 minutes che vede la produzione di sei compagnie – C&C Company, Dafne Musica, Image Collective, InBalìa, Jessica Leonello e Roberto Capaldo – in un unico percorso spettacolare sul tema del violento sradicamento dalla terra di appartenenza, di un’emigrazione forzata e drammatica e gli Incontri di Stalker Teatro che interagirà con gli spettatori in maniera inaspettata e coinvolgente.
E infine non possono mancare i dopofestival e i numerosi incontri con gli artisti perché di fronte ad un calice di vino, o anche ad uno di più, la verità, volente o nolente, viene a galla!